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Color correction, cos’è?
Come capire il linguaggio delle produzioni video

Cinque termini per comprendere meglio il mondo dei video

Hai mai provato ad ascoltare il linguaggio di chi si occupa di produzioni video? Sicuramente non avrai compreso tutto ciò che il videomaker ti ha detto perché la sua comunicazione si basa anche sull’uso di termini tecnici spesso molto complessi. Inoltre, non importa se realizza video a Milano, l’inglese la fa da padrone nei suoi discorsi. Ecco dunque spiegate cinque parole che sicuramente avrai sentito e di cui forse non conosci il significato.

color correction

Partiamo dal termine citato nel titolo: color correction. Si tratta di un processo di lavorazione che viene fatto durante la produzione di un video sul colore. Il videomaker agisce sul girato, correggendo il colore delle immagini contenute nel video, così che tutto appaia più bilanciato. Si aggiustano parametri come contrasto, le luci e le ombre, in modo tale da rendere tutto il filmato uniforme.

Poi si passa alla carrellata. La carrellata non è un colpo dato a qualcuno o a qualcosa con un carrello della spesa, ma un particolare movimento della telecamera. Nel linguaggio delle produzioni video, l'effetto che si ottiene avvicinando o allontanando l’obiettivo dall'oggetto che si vuole riprendere è chiamato appunto carrellata. Questa tecnica viene così chiamata perché il movimento della telecamera è ottenuto grazie all’uso di un carrello, spesso posto su dei binari.

Lo sapevi che anche quando si parla di video, si parla di briefing? Probabilmente questo termine lo conosci molto bene se lavori in azienda, ma un per un videomaker ha un significato in più. Quando senti “ho un appuntamento con una casa di produzioni video di Milano per un briefing” si intende precisamente un riunione tra il regista, gli operatori e gli attori dove si impartiscono istruzioni per la realizzazione di un video. In italiano potresti usare il termine assemblea di direzione.

Vedere un montatore video all’opera, poi, ti farà entrare in contatto con la timeline. La linea del tempo non è altro che la parte del programma di montaggio video in cui vengono mostrate tutte le clip del girato. Il videomaker può andare ad agire su di esse, spostarle, tagliarle e copiarle. Il video editing viene definito “non lineare” proprio perché si va sempre ad agire sulla timeline, modificando l’ordine temporale.

L’ultimo termine ha a che fare nuovamente con il colore. Il verde è importantissimo nel mondo delle produzioni video, a partire dalla presenza del green screen. Il green screen (schermo verde, evoluzione del blue screen) è un termine colloquiale per definire il chroma key, ovvero la tecnica usata per realizzare effetti speciali. Spesso si identifica con green screen solo il muro (o telo) di colore verde che permette al videomaker di sovrapporre immagini, come uno sfondo creato al pc. Le applicazioni di questa tecnica sono molteplici: ad esempio il chroma key viene applicato sul colore verde in tutti i film supereroistici per realizzare ambientazioni o creature fantastiche.

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Questi sono solo cinque dei tanti termini tecnici utilizzati ogni giorno dai videomaker. Conserva questo articolo tra i tuoi preferiti per fare un ripasso la prossima volta che dovrai affrontare un discorso con una casa di produzioni video, in attesa di scoprire altre nuove parole.