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Il futuro è già arrivato. Ma davvero ha ragione chi dice che l’intelligenza artificiale renderà inutile il videomaking (per come lo conosciamo oggi)?

L’Intelligenza Artificiale è un argomento di cui si parla ormai da un po’ di anni e, nonostante siano ancora incerti gli sviluppi, ciò che è sicuro è che il mondo del videomaking gioca un ruolo determinate per lo sviluppo che avrà.

Lo scopo di questo articolo è quello di dipingere gli scenari che si apriranno e capire assieme in che modo l’intelligenza artificiale rivoluzionerà (ma lo sta già facendo) il modo di concepire, montare e vedere i video.

Prima però di addentrarci in questi aspetti, credo sia utile fare un breve ripasso su cosa sia questa A.I. di cui sentiamo parlare sempre più spesso.

L’Artificial Intelligence è un campo di ricerca che studia come progettare e programmare le macchine, affinché siano dotate di una o più caratteristiche considerate tipicamente umane.

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Per ‘caratteristiche umane’ si intende tutto ciò che coinvolge la capacità di apprendimento e la possibilità di avere una percezione visiva o spazio-temporale.

Esistono due teorie che sono nate da questo concetto:

1) Intelligenza Artificiale Forte, secondo cui le macchine sono in grado di sviluppare una coscienza di sé, che studia sistemi in grado di replicare l’intelligenza umana

2) Intelligenza Artificiale Debole, la quale ritiene possibile sviluppare macchine in grado di risolvere problemi specifici, senza avere però coscienza delle attività svolte

L’obiettivo di quest’ultima teoria non è dunque quello di realizzare macchine dotate di un’intelligenza umana, ma di avere sistemi in grado di svolgere una o più funzioni umane complesse.

La prima teoria invece, quella chiamata forte, punta a dare alle macchine la capacità prendere decisioni che altrimenti sarebbero affidate ad una persona.

Ma in che modo, queste due teorie, hanno a che fare con il mondo del video?

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Ecco come funziona la produzione di video con intelligenza artificiale…

Perché l’Intelligenza artificiale possa realizzare dei video sono necessari degli algoritmi generativi, capaci di partire da un fotogramma per poter prevedere lo sviluppo della scena in un determinato lasso di tempo.

Se quindi ci sono più frame, questo algoritmo permette di ricreare l’intero filmato, in pratica il funzionamento è quello contrario al classico testo a buchi.

Infatti in questo caso i buchi sono riempiti e rappresentano i frame, ma manca tutto il testo attorno, che simboleggia l’intero video.

Non stiamo ancora parlando di sostituire editor ed esperti di montaggio, ma questi algoritmi si potranno usare per il cinema o le ricostruzioni durante i processi in tribunale.

Sono diversi i centri di ricerca che si stanno occupando di questo specifico tema. In Europa ad esempio un team della Katholieke Universiteit Leuven del Belgio ha realizzato un sistema di produzione video basato interamente su queste tecnologie, in grado di produrre un filmato come farebbe un creator umano.

Gli stessi ricercatori hanno detto che si tratta di una “rete neurale creativa”, capace di progettare video che imitino la maniera umana di creare prodotti originali e creativi o di partire da un singolo concetto per provare a simulare un video verosimile rispetto al concetto stesso.

In quest’ultimo caso, la rete neurale sfrutta una serie di discriminanti che rilasciano dei feedback automatici in base al video creato, e alla fine il filmato che risulta più compatibile rispetto alla realtà viene selezionato, sempre senza il minimo intervento umano.

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Inoltre gli algoritmi generativi sono stati addestrati a produrre filmati a partire da singoli frame. Ad esempio una scena intitolata “giocare a golf sull’erba” o “praticare kitesurf sul mare”, se immagazzinate nelle memoria dell’A.I. la tecnologia è capace di riprodurle in modo del tutto autonomo.

Ciò che risulta più interessante è la capacità dell’Intelligenza Artificiale di mescolare le conoscenze apprese.

Ad esempio mescolando gli elementi delle due scene sopracitate, sarebbe possibile ottenere dei contenuti come “praticare kitesurf sull’erba”.

Il controsenso contenuto in questa scena è evidente, ma ciò non toglie che in futuro grazie alla costante miglioria nel campo dell’Intelligenza Artificiale sarà davvero possibile sviluppare video originali ad un costo molto più basso di quello attuale, andando a rivoluzionare fortemente il mondo del marketing. Basti pensare alla possibile creazione di campagne marketing che diventino virali per via della loro originalità ottenuta a basso prezzo.

Andiamo ora a scoprire come funziona nello specifico questo tipo di algoritmo videomaker cercando di capire i suoi livelli di efficienza e reattività.

Esso segue un flusso logico che parte da uno stesso punto per poi arrivare a conclusioni diverse sulla base delle scelte fatte per arrivarci. Ciò comporta una combinazione altissima di diverse possibilità, fortunatamente però è l’algoritmo stesso a guidarti verso le conclusioni corrette.

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PRIB, questo il suo nome, può fare ben di più di generare dei video, e per capire cosa può arrivare a fare è necessario chiedersi quali sono i futuri ambiti di utilizzo di questa innovazione.

Insomma, dove verrà utilizzata questa tecnologia e quali saranno le implicazioni che avrà, man mano che si faranno progressi in questo ambito?

L’industria del cinema sicuramente ne potrà approfittare, basti pensare all’alto costo che sta dietro agli effetti speciali necessari per girare certe scene di alcuni film, per non parlare della drastica diminuzione dei tempi necessari per produrre queste stesse pellicole.

Un altro uso che a breve verrà messo in atto, è quello sui sistemi di apprendimento automatico per auto senza pilota.

Grazie a questa applicazione sarà ad esempio possibile scoprire il modo migliore di reagire a particolari situazioni pericolose ma improbabili che si possono venire a creare alla guida di un’auto. Il tutto senza mettere a repentaglio una singola vita umana.

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Infine, come già anticipato prima, nelle aule dei tribunali l’A.I. potrebbe essere impiegata per la ricostruzione di prove danneggiate, alterate o addirittura per permettere ad un testimone di creare una ricostruzione di ciò a cui ha assistito.

Come vedi, sono davvero tanti gli utilizzi possibili che andrebbero a migliorare la vita delle persone.

Prima di concludere però, veniamo alle applicazioni in campo di videomaking e al cosa devi assolutamente tenere in conto per poter lavorare in questo ambito.

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Lavori nell’ambito del videomaking? Ecco cosa devi sapere per prepararti ai cambiamenti che ci saranno in futuro.

Fin ora abbiamo visto come l’Intelligenza Artificiale sia una materia di studio che affascina molto la comunità scientifica, quali sono le sue attuali implicazioni e quali potranno prendere piede sempre più nel futuro.

Sono davvero molte le applicazioni che potranno dare riscontri positivi sulla quotidianità di tante persone a livello di sicurezza e qualità del lavoro.

E a proposito di sicurezza, voglio anche parlarti di sicurezza informatica del cloud come altro ambito dove l’A.I. possa dare un contributo positivo.

Infatti, se si insegnasse all’algoritmo come riconoscere dei contenuti protetti perché non ancora resi disponibili al pubblico su determinate piattaforme o comunque non ancora distribuiti, sarebbe possibile evitare tutti quegli errori umani per i quali vengono spoilerati videoclip o spezzoni di contenuti video o film che, per errore o volontà, vengono rivelati al pubblico prima del dovuto.

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Questa “guardia di sicurezza”, che agisce in maniera automatica, permetterebbe quindi ai fornitori di video di evitare tutte le loro preoccupazioni derivanti da possibili falle nella sicurezza delle loro reti.

Questo perché sarebbero consapevoli che un programma di Intelligenza Artificiale veglia sulla segretezza dei loro contenuti.

Un altro problema che l’A.I. andrebbe a risolvere per chi lavora nell’ambito della produzione video è quello dei diritti sui contenuti.

Se qualcuno dovesse pubblicare contenuti coperti da copyright, grazie a delle applicazioni che permettono di coprire eventuali loghi o marchi commerciali o di filtrare il contenuto, rallentando ad esempio la velocità di riproduzione, sarebbe possibile controllare la presenza di questi contenuti online.

Una volta che l’algoritmo ha imparato quali contenuti sono sensibili in quanto protetti dai diritti d’autore, potrebbe facilmente scansionare il Web per confrontare i propri dati con ciò che trova lì, permettendo così di individuare violazioni ai danni degli autori.

Credo che i vantaggi esaminati fin qui siano davvero notevoli e, rispondendo alla domanda che molti si fanno, credo inoltre che i benefici ricavati da questa nuova frontiera di innovazione ci siano in modo evidente e concreto.

Questo argomento è davvero ricco di spunti e contenuti interessanti da analizzare, ma per oggi siamo arrivati alla fine.

Tuttavia, nel caso avessi domande specifiche da pormi o richieste di approfondimenti che desidereresti conoscere per quanto riguarda intelligenza artificiale e videomaking, ti invito condividermele in un commento qui sotto.

Potrei decidere di scrivere un nuovo articolo andando a sviluppare la tematica che mi proporrai proprio tu.

In ogni caso mi auguro che l’articolo ti sia stato d’aiuto e, se fosse così, ti chiedo di aiutarmi a farlo conoscere a quante più persone possibili interessate al tema trattato, condividendolo con i tuoi contatti.

A presto con un nuovo articolo!

Francesco.